Gli angeli del demonio

Editore: editrice GDS (novembre 2020)

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Un nuovo caso per l’ispettore Oscar De Santis, divenuto commissario, e la patologa Penelope D’Alessio, che li vede costretti ad avere a che fare con un assassino efferato che si rifà alla setta satanica di Asmodeus, il dio dell’oscurità. Le vittime sono tre novizie prossime a consacrare la loro esistenza a Dio che, all’improvviso, scompaiono dal convento di Santa Maria in Aracoeli, per riapparire cadaveri abbandonati, e chiusi in anonimi sacchi di plastica neri. Il funerale del bibliotecario Leonardo D’Alessio riporta alla luce misteri non ancora svelati che toccano da vicino Penelope: una sorella riapparsa dal passato, una valigia chiusa in soffitta e che il padre ha conservato gelosamente fino alla sua morte, e alcune cartoline spedite anni prima da una certa Eva Salvadori, che asserisce di aver già conosciuto Penelope e di aver vissuto con lei per cinque anni nell’orfanotrofio della Marcigliana a Roma. Cos’ha celato il vecchio bibliotecario fino a quel momento? E cosa sa Sofie Floren, la scrittrice americana amica di Oscar, che non può rivelare? Una verità scomoda e un assassino deciso a far risorgere il figlio di Satana creeranno scompiglio nella vita del commissario e della patologa. Ancora una volta il bene che si scontra con il male, la luce che affronta le tenebre, e un segreto che lascerà tutti senza fiato, e che mischierà le acque di un passato oramai dimenticato a quelle di un presente che pare abbia l’intenzione di modificare le loro vite, e continui a farlo dall’ oltretomba.

Intraprendere il cammino delle sette sataniche alla ricerca di spunti per la stesura del secondo volume della saga in cui vede nuovamente presenti come personaggi l’ispettore di polizia Oscar De Santis, divenuto commissario, e la patologa Penelope D’Alessio amica d’infanzia, mi ha costretto a entrare in un mondo che fino a prima consideravo potesse esistere solo nella fantasia di pochi individui. Grazie a numerosi documenti e libri storici sono riuscita a recuperare il materiale necessario per rendere la vita dei personaggi il più reale possibile, riuscendo a far scontrare il bene con il male, i fedeli con gli infedeli, Dio con il demonio. Soprattutto mi sono resa conto che questi due mondi sono costantemente in conflitto alla conquista di un potere che potrebbe cambiare radicalmente l’esistenza degli uomini. Personalmente non credo nella fede delle sette sataniche, nei riti magici e nei sacrifici di umani devoti al maligno, ma non posso dire di non esserne affascinata, e di non aver cercato di comprendere e descrivere al meglio il loro pensiero che si discosta in tutto dal mio, e da quello che la mia famiglia mi ha insegnato a seguire, e a vivere ogni giorno.
La Divina Commedia è una delle mie opere preferite che ho potuto apprendere e approfondire solo una volta terminati gli studi magistrali, accostandomi per passione, anche per trovare simbolici riferimenti alle sette sataniche. Ricordo al lettore che ogni riferimento ripreso nel mio manoscritto ha fonte di veridicità essendo tratto dalla prima cantica del poeta fiorentino, l’Inferno, anche se devo ammettere che non è mancata la nota fantasioso quando verso la fine del romanzo ho fatto in modo che Penelope D’Alessio fosse ripagata dal padre con il ricavato della vendita della prima e unica copia dell’opera di Dante Alighieri. Del poeta non è rimasto alcun documento autografato, e non esiste il manoscritto originale della Commedia, come nemmeno quello delle opere latine e volgari, una sua lettera o una firma che possa farlo identificare. In compenso il lavoro di Dante ebbe una larghissima diffusione a tal punto che a distanza di pochi anni dalla sua morte le copie si moltiplicarono in tutta l’Italia. Con i suoi ottocento manoscritti arrivati sino a noi, la Commedia è seconda solo alla Bibbia. La caccia al manoscritto originale della Divina Commedia resta ancora aperta, divenendo nel corso dei secoli una sorta di Santo Graal o di Arca dell’Alleanza all’italiana. In molti pensano che possa essere nascosta il luoghi ancora sconosciuti come Verona, dove potrebbe essere stata occultata insieme ad altre pergamene in un archivio statale o parrocchiale; a Gargagnano di Valpolicella nella casa acquisita da Pietro Alighieri nel 1352 e da allora abitata dai suoi discendenti, oppure all’Abbazia di Pomposa sulla riva Romea dove lo scriptorium dei monaci fu una delle prime copisterie a produrre trascrizioni della Commedia, o ancora nella Biblioteca Vaticana che potrebbe conservare il manoscritto donato a papa Giovanni XXII o a uno dei suoi successori da Antonia, figlia suora di Dante.
Trattandosi di thriller, e dunque di un romanzo, in cui la nota fantasiosa è sempre al primo posto, ricordo al lettore che la mia opera non è un testo letterario o teologico, e che non ho alcuna intenzione di offendere, accusare o denigrare diversità religiose o di pensiero, né è mio desiderio mancare di rispetto ad altri popoli o credi clericali.
Come sempre, anche questo manoscritto è frutto della fantasia della scrittrice, personaggi e luoghi citati dell’incantevole Roma sono invenzione dell’autrice, e hanno lo scopo di conferire veridicità alla narrazione. Qualsiasi analogia dunque con fatti, luoghi o persone, vivi o scomparse è assolutamente causale.

Come sempre i miei primi e sinceri ringraziamenti sono rivolti alla casa editrice Edizioni GDS che da qualche anno rende possibile il mio sogno. Non dimentico comunque amici e parenti, come i miei amatissimi genitori e il mio compagno che mi sono sempre vicini e che mi aiutano nelle vendite dei miei thriller. Un sentito ringraziamento anche ai fans del sito www.ladykiller.it che mi seguono costantemente.